Águas de Março

4 maggio 2010

One Response to “Águas de Março”

  1. burdts Dice:

    Carissimo Enzigno,
    e ti ricordi di quel discorso fatto in un ristorante a Trento dove ti dicevo dell’ importanza di lasciare un segno in questo tempo? Bene, tu dirai, ancora con ‘sta storia , ebbene si, sono certo che è importante lasciare un segno in questo mondo non tanto per farsi ricordare, cosa triste, ma per far si che chiunque di noi diventi storia. Quali saranno gli oggetti che verranno seppelliti con noi ? la televisione? l’ avvitatore elettrico? la chiave a brugola? la plastica? il vetro ? l’ alluminio anodizzato ? il decespugliatore con il filo elettrico ? il cotton fioc ?
    La maggior parte di noi non avrà modo di lasciare neanche un chiodo piantato storto o non avrà curato neanche un albero, non avrà spostato o messo a dimora un solo sasso.
    Oggi viviamo una non storia, e non è vero che “la storia siamo noi” come canta il De gregori, la storia è nostra ma è costruita da altri, viviamo una specie di storia in affitto.
    Voglio cominciare a vivere la mia storia, non mi è affatto necessario leggere del post- revisionismo storico da montagna di Giovanni Lindo Ferretti che mi spiega di come prima di essere partigiani i partigiani fossero cattolici credenti.
    ” datemi un sasso da piantare, anche usato,
    cerco la vera occasione, se necessario telefono ad ore pasti “.
    Piantiamo tutti il nostro sasso finchè siamo in grado di farlo.

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