Anni 70/2

20 marzo 2009

Da bocia Giochi senza frontiere era il massimo che ci fosse in tv.

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Soprattutto se vengono reinterpretati come queste due canzoni:

Luca Carboni (che mi sta un po’ sul culo) che riprende Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli:

E Petra Magoni che riprende Prendila così di Lucio Battisti (che mi sta un po’ sul culo):

Il pastore tedesco

19 marzo 2009

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Il Papa è solo ed è contro il preservativo: ovvio gli fa sudare la mano.

Santiago Nasar se ne andò. La gente si era sistemata nella piazza come nei giorni di sfilata. Tutti lo videro uscire, e tutti capirono che già sapeva che lo avrebbero ammazzato, ed era così sconcertato che non trovava la strada di casa sua. Dicono che qualcuno gridò: «Non da lì, turco, per il porto vecchio». Santiago Nasar cercò la voce. Yamil Shaium gli gridò che si rifugiasse nel suo negozio, ed entrò a cercare il fucile da caccia, ma non ricordò dove aveva nascosto le cartucce. Cominciarono a gridargli da tutte le parti, e Santiago Nasar fece vari giri avanti e indietro, abbacinato da tante voci tutte insieme. Era evidente che si dirigeva verso casa sua dalla porta della cucina, ma d’un tratto dovette rendersi conto che era aperta la porta principale.

«Eccolo» disse Pedro Vicario.

Entrambi l’avevano visto nello stesso momento. Pablo Vicario si tolse la giacca, la posò sulla spalliera della sedia, e scartò il coltello a forma di scimitarra. Prima di staccarsi dal negozio, senza alcun accordo tra loro, entrambi si fecero il seno della croce. Allora Clotilde Armenta afferrò Pedro Vicario per la camicia e gridò a Santiago Nasar che corresse perché lo avrebbero ammazzato. Fu un grido così pressante che spense tutti gli altri. «Dapprima si spaventò» mi disse Clotilde Armenta, «perché non sapeva chi gli stava gridando, né da dove». Ma quando la vide, vide anche Pedro Vicario, che la gettò a terra con uno spintone, e raggiunse il fratello. Santiago Nasar era a meno di 50 metri da casa sua, e corse verso la porta principale.

[Cronaca di una morte annunciata, Gabriel Garcia Márquez]

Così come Santiago Nasar quante cose si avvicinano disordinatamente alla soluzione sbagliata: democrazia, ambiente, economia, energia, etica. In Italia abbiamo l’imbarazzo della scelta, le soluzioni proposte dal governo – talvolta appoggiate da parte dell’opposizione – vanno nella direzione che porta ai coltelli dei fratelli Vicario: parlamento svuotato delle sue prerogative, nessun piano ambientale, nessuna riorganizzazione della struttura finanziaria, ritorno al nucleare, etica affidata al Vaticano. Cercasi deviazione.

San Patrizio

17 marzo 2009

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Ricordo di un San Patrizio di quindici anni fa.

Studiavo a Bologna e un venerdì sera andai al circolo ARCI la Vereda per una festa di San Patrizio. La classica festa di San Patrizio: birra, musica irlandese, tutto e tutti dipinti e vestiti di verde. Anch’io, delle mie amiche mi avevano colorato viso e capelli di verde smeraldo. All’epoca tornavo ogni sabato in Trentino per lavorare per cui le uscite di venerdì si prolungavano sempre fino alle sei del mattino quando avrei preso il treno per tornare a casa. Così anche quel, ormai, sabato mattina. L’unica differenza fu l’arrivo a casa: aprii la porta e vidi nello specchio la mia faccia e i miei capelli verdi. Avevo preso l’autobus notturno fino alla stazione, preso il biglietto, accomodato in scompartimento, sceso dal treno, camminato fino alla stazione delle corriere di Trento, preso un altro biglietto, seduto in corriera, sceso dalla corriera, attraversato Ponte Arche, fatto autostop fino a Stenico e nessuno che avesse fatto un commento.

La settimana seguente volli ripetere l’esperimento: partii con il pisello di fuori.

Fui trattenuto per due ore dalla polfer di Bologna.

Il dispatrio

14 marzo 2009

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In Italia (. . .) le cose si erano messe male. Si veniva instaurando un regime che consideravo nefasto, e il panorama culturale mi sembrava particolarmente deprimente. Si sentiva nell’aria l’arretratezza della nostra cultura tradizionale, comune matrice degli indirizzi più palesemente retrivi a cui si appoggiava il nuovo regime, e di quelli velleitari e in parte spuri che cercavano di contrastarlo. E lì in mezzo si distingueva appena il nucleo striminzito delle idee e delle cose che approvavo: parzialmente santo ai miei occhi, ma striminzito.

[Luigi Meneghello, Il dispatrio]

Pet Sematary

11 marzo 2009

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Questo post doveva intitolarsi A volte ritornano, come il racconto di Stephen King. Doveva contenere considerazioni sul fatto che due personaggi come Salvatore “Totò” Cuffaro e Clemente Mastella possano riaffacciarsi in primo piano alla politica. Le loro vicende, in un altro paese, li avrebbero destinati, per lo meno, a tenere un basso profilo finché non si fossero chiarite le loro posizioni. Non bisogna dimenticare che Cuffaro ha subito una condanna in primo grado a 5 anni ed all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio e che Mastella resta iscritto nel registro degli indagati per l’inchiesta Why Not (mentre sua moglia finisce ai domiciliari per il reato di concussione), oltre alla condanna politica di aver sabotato il governo di cui era ministro (della giustizia!). Ecco invece che l’uno viene candidato alle elezioni europee dal Partito della Libertà che si allea con il suo partito. L’altro, eletto senatore, entra nella commissione di vigilanza RAI. Sono classici esempi di questi ritorni. Diresti che siano spacciati eppure si staccano dalle corde e ritornano nella mischia. Ma non sono eccezioni nel panorama italiano. Sono anzi la regola. Una volta insediati nelle stanze di potere entri in possesso di un abbonamento a vita. Anche rimanendo qui in Trentino Mario Malossini rimane continuamente sulla cresta dell’onda. Anche qui non bisogna ricordarsi che è stato condannato in definitiva al reato di corruzione ed è tuttora coinvolto in un indagine della Guardia di Finanza. Nemmeno una malattia come un ictus cerebrale può allontanare un politico. Umberto Bossi, ancora nel suo letto d’ospedale si candida alle elezioni europee del 2004, mantenendosi per tutto il tempo segretario della Lega Nord. Nonostante le difficoltà fisiche causate dal suo stato è un ministro, di uno stato che fa fatica a riconoscere. Solo la morte impedisce il proseguimento della carriera politica – non è detto nemmeno questa: in Corea del Nord Kim Il Sung è tuttora Presidente eterno nonostante sia deceduto nel 1994; Silvio Berlusconi può meditare su questo dato.

Una domanda sorge spontanea: perché noi cittadini non siamo in grado di toglierli di mezzo?

Stanley Kubrik

6 marzo 2009

7 marzo 1999, muore Stanley Kubrik.

Valzer in Gaza

5 marzo 2009

Aristide

3 marzo 2009

Esemplare della città è l’aneddoto che ci è stato tramandato da Plutarco: un analfabeta si avvicinò ad Aristide, che non aveva mai visto, e lo pregò di scrivere il nome Aristide su un coccio. Sarebbe stato il suo voto per l’ostracismo. Aristide gli chiese: “Che male ti ha fatto Aristide?”. L’analfabeta rispose: “Nessuno. E non conosco l’uomo, ma mi disturba sentire dappertutto che lo chiamano il Giusto”. Aristide scrisse il proprio nome sul coccio, senza aggiungere una parola.