Sinistri

4 giugno 2009

jamesdeancrash

In questa settimana elettorale devo ammettere due miei gravi difetti:

  1. credo nel processo elettorale (pur condividendo l’assioma anarchico “Se le elezioni servissero a qualcosa, sarebbero già state abolite”);
  2. ho sempre votato a sinistra (eccetto nelle ultime elezioni provinciali in cui il terrore che Sergio Divina potesse diventare presidente della provincia mi ha spinto a esprimere un cosiddetto voto utile per il PD – mai più).

Una particolarità del mio voto a sinistra è stato il fatto che ho sempre potuto scegliere tra, normalmente, due forze di sinistra. Quando cominciai a votare questa scelta era tra il Partito comunista e Democrazia proletaria, la differenza era marcata e mi permetteva di capire il perché fossero due forze distinte. Così, alla stessa maniera, attraverso gli anni novanta e l’inizio del nuovo secolo ho potuto scegliere tra Partito democratico della sinistra e Rifondazione comunista, tra Rifondazione comunista e Partito dei comunisti italiani. Non ho mai avuto difficoltà nel riconoscere le differenti sfumature che avrebbero formato la mia scelta di voto, mi dispiaceva della mancata unità della sinistra ma non ne facevo un dramma. Così quando si arriva al 2008 e le sinistre italiane si uniscono nel tentativo di superare lo sbarramento elettorale sotto l’infelice branding la Sinistra/l’Arcobaleno, serbo in seno un anelito di speranza: potrebbe essere l’inizio dell’unità della sinistra, è stato tolto di mezzo Fausto Bertinotti, la crisi finanziaria che si stava profilando dovrebbe  togliere spazio al pensiero unico neoliberista, ci sono due politici che stimo (Vendola e Ferrero) con esperienza amministrativa che potranno mettersi alla guida di questa nuova forza. Le mie capacità di predizione si sono coerentemente smentite. La sinistra non è riuscita a superare lo sbarramento, è quindi andata a pezzi, Vendola e Ferrero si sono dati battaglia per la guida del PRC, la crisi, più che portare acqua al mulino delle forze di sinistra, sta alimentando i partiti xenofobi.

Sono sconsolato, non ho avuto la forza per capire cosa distingui la lista PRC-PDCI da Sinistra e libertà, ma ciononostante so che andrò a votare. Cosa? Ancora non ne sono sicuro. Ci sono nomi che mi danno fiducia in diverse liste, non tutte di sinistra.

L’importante per me è che Silvio Mugabe non possa approfittare dell’astensionismo di sinistra per rivendicare un consenso che non ha.

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2 Responses to “Sinistri”

  1. GiaT Says:

    Alla fine cosa hai votato?
    Io, per la prima volta dopo 20 anni di onorata cariera di elettore “di sinistra”, non ho votato.
    E non mi sento in colpa nemmeno un po’.

  2. enzopenzo Says:

    Ti capisco. Il mio ragionamento elettorale è stato tristissimo: nonostante la presenza di candidati interessanti in Sinistra e libertà (Sepp K.), ho votato PRC-PDCI perché li ritenevo gli unici che avessero la possibilità di superare lo sbarramento (ahimè un altro “voto utile”). Ce ne di roba da fare per rendere credibile questa sinistra italiana, ma ho l’impressione che l’abbandono delle urne da parte dell’elettorato disgustato che vede solo due possibilità di voto (pd o pdl) non fa altro che assolvere i politici di questi partiti. In fondo non devono mostrare competenza, tanto i voti li pigliano comunque. l’affermarsi di terze o quarte forze, invece, potrebbe (magari, forse forse) spingerli a meritare quei voti. Sono un’anima pura, vero?

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