Proportional Representation

22 giugno 2009

Partendo da uno spunto di GiaT volevo tornare a quel referendum elettorale del 1993. Intanto per notare come anche in questo caso lo spirito del referendum fu stravolto. I Sì che vennero dati in quella occasione (82,7%) abrogavano delle norme in maniera tale da rendere il Senato della Repubblica eleggibile in maniera maggioritaria. Subentrò quindi la Mattarellum per regolare le elezioni sia della Camera che del Senato con una formula mista di maggioritario/proporzionale. La legge Calderoli licenziata in fretta e furia per le elezioni del 2006 invece andava in controtendenza rispetto al risultato del referendum del 1993 in quanto istituiva una super-proporzionale con premio di maggioranza. In linea con quanto scritto nel precedente post [pre-post(?!)] anche questo referendum fu bellamente ignorato.

Nel 1993 fui uno di quel 17,3% che votò No, in difesa del sistema proporzionale. In un momento di rara lungimiranza politica pronosticai all’epoca la scomparsa della politica a favore del mito della persona politica (voto all’aurea e non alla competenza), la corsa alla conquista del centro, le creazione dei raggruppamenti in funzione elettorale.

Devo ammettere che dei miei pronostici fatti all’inizio degli anni novanta un altro si è avverato: un presidente non bianco degli Stati Uniti d’America. Anche se, a dire il vero, lo avevo previsto a capo di una repubblica socialista degli stati uniti d’America (bwin me lo avrebbero pagato lo stesso…?).

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