Tutto torna

22 ottobre 2009

Mercoledì sono andato a Trento per visitare la mostra Il meleto di Tolstoj, ed era una bella coincidenza perché stavo (sto) leggendo Guerra e pace, e anche oggi c’è stata una bella coincidenza perché ho trovato nel romanzo questo passaggio:

Tornando a casa da Voronzòvo e passando per piazza Bolòtnaia, Pierre vide una folla raccolta intorno al luogo delle esecuzioni, fece fermare e discese dal calessino. Avevano fustigato un cuoco francese, accusato di spionaggio. L’esecuzione era appena finita, e il carnefice slegava dal cavalletto un grosso uomo con le fedine rossicce, in calze turchine e in farsetto verde, che gemeva pietosamente…

e ho pensato: ma quante calze turchine ci saranno nella letteratura mondiale e in quanti paesi si critica un giudice appunto perché le porta? Insomma se tutto questo fa parte di un complotto per farmi fare questa domanda, ecco, vorrei condividerla con chi viene a leggere ‘sto blog.

Panico a Segrate

18 ottobre 2009

Foto di Martin Barnard

Foto di Martin Barnard

Trascrivo dalla rubrica di Alessandro Robecchi sul Manifesto di oggi:

Il Corriere della Sera ha molti abbonati e ha deciso di stipulare un abbonamento pure lui: si è abbonato alla Mondadori. Con regolare cadenza, ospita una fluviale intervista alla presidente di Mondadori, cioè del principale gruppo concorrente. Quando non ha l’intervista a Marina Berlusconi (che immaginiamo oberata da impegni… «Ancora De Bortoli? Dì che non ci sono!»), il Corriere rimedia con i prodotti made in Segrate. Venerdì l’apertura del primo quotidiano nazionale era dedicata non alle notizie italiane, e nemmeno alle notizie dal mondo, ma alla prossima uscita del libro di Dan Brown (editore: Mondadori). Attenzione: non un inedito di Pavese o Pasolini, per dire, ma un polpettone commerciale che sta alla letteratura come Alfano alla giustizia. Il papello, il pizzo ai talebani, le minacce alla Costituzione, tutto dev’essere parso meno importante di una marchetta alla Mondadori.

Ma torniamo a Marina Berlusconi. Dice: «Non mi occupo di politica, mi occupo di aziende». Cosa sarebbe, una di quelle barzellette di papà? Ma di quali aziende parla, scusi? Di Mondadori che edita quei capolavori di disinformatjia come Chi? O Mediaset, che ospita il non schierato Emilio Fede? Oppure stava parlando dell’Einaudi, che rifiuta un libro di Saramago perché parla male di papi? Oppure di Canale 5, la prestigiosa istituzione che fa pedinare i giudici sgraditi? Eppure, guarda un po’: è proprio l’aver fatto coincidere aziende e politica che provoca una fifa blu a Segrate e a Cologno Monzese. Quando cadrà il piccolo conducator di Arcore, chi spiegherà a tutti che la politica era una cosa e le aziende un’altra cosa? Potremmo mandare Fede, o Brachino, o Signorini a dire: «Ma dài, scherzavamo!». Oppure Marina Berlusconi potrebbe parlare al Corriere, sfruttando il suo abbonamento all’intervista periodica, e dire: «Politica? Noi? Ma quando mai!» Sarà uno spettacolo divertente, prenoto due biglietti.

Malato

18 ottobre 2009

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Due giorni a letto malato. Se fossero stati quattro avrei potuto finire Guerra e Pace.