Classifica 2009/libri

10 febbraio 2010

  1. Herta Müller, Il paese delle prugne verdi, Keller
  2. Lev Nikolaevič Tolstoj, Guerra e pace, Mondadori
  3. Kari Hotakainen, Via della Trincea, Iperporea
  4. Boris Pahor, Una primavera difficile, Zandonai
  5. Ken Kesey, One Flew Over the Cuckoo’s Nest, Picador
  6. Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, Mondadori
  7. Gabriel García Márquez, Cronaca di una morte annunciata, Mondadori
  8. Roberto Bolaño, 2666, Adelphi
  9. Georges Simenon, I Pitard, Adelphi
  10. Aleksandr Isàevič Solženicyn, Una giornata nella vita di Ivàn Denisovič, Newton Compton
  11. Francisco Coloane, Capo Horn, TEA
  12. Raymond Queaneau, Troppo buoni con le donne, Einaudi
  13. Michel Houellebecq, La possibilità di un isola, Bompiani
  14. Slavoj Žižek, In difesa delle cause perse, Ponte alle Grazie
  15. G.K. Chesterton, The Napoleon of Notting Hill, Wordsworth
  16. Gabriele D’Annunzio, Il piacere, Giunti
  17. Roberto Calasso, Le nozze di Cadmo e Armonia, Adelphi
  18. Georges Simenon, Senza via di scampo, Adelphi
  19. Dai Sijie, Balzac e la piccola sarta cinese, Adelphi
  20. Luis Sepúlveda, L’ombra di quello che eravamo, Guanda
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5 Responses to “Classifica 2009/libri”

  1. tonidalla Says:

    io di questi ho letto Paolo Giordano. Come l’hai trovato? a me non è dispiaciuto affatto, anzi ogni tanto lo leggo anche su Gioia, pensa te, quando vado dal medico…

  2. GattoMur Says:

    Non capisco dove trovi il tempo per leggere tomazzi del tipo Guerra e pace o 2666…
    Una cosa: Balzac e la piccola sarta cinese, che lessi qualche anno fa, è forse per me uno dei libri più brutti e carichi di retorica che abbia letto. Mi farebbe piacere se tu mi smentissi questo mio giudizio, forse affrettato, chissà. Insomma: mi puoi dire in poche parole perché ti è piaciuto?

  3. enzopenzo Says:

    @Tonidalla
    “La solitudine..” mi è molto piaciuto (diamine sta al numero 6 della classifica). Fa un po’ paura il fatto che io mi ci sia trovato in quelle solitudini.

    @Gattomur
    Tomazzi come “Guerra e pace” e “2666” fanno sì che cerchi di liberarti delle faccende quotidiane per ritornare tra le braccia/pagine dei loro autori.
    Per quanto riguarda “Balzac e la piccola sarta cinese” può darsi che tu abbia ragione, anzi è probabilmente il motivo che mi è piaciuto. L’autore mi ha portato là in quella valle, e qualche volta è quanto mi basta per godermi un libro. Ripensandoci non è effettivamente un gran libro, ma forse il 2009 è stato un anno in cui non ho letto tanti bei libri.

  4. enzopenzo Says:

    E, devo aggiungere, questa classifica rispecchia il piacere che ho tratto dalla lettura del libro. Dovessi entrare maggiormente nel merito probabilmente i saggi che leggo figurerebbero in alto nella classifica. Simenon, ad esempio, si piazza sempre bene perché mi godo enormemente i suoi libri.

  5. leda Says:

    Aspettando la classifica del 2010…

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