L’infallibilità del Papi

6 marzo 2010

Era inevitabile che le liste del centro destra escluse venissero riammesse. Al di là del rispetto delle regole. Era anche una necessità democratica. Un’amministrazione regionale eletta senza aver ottenuto un’autentica e credibile maggioranza è attaccabile quotidianamente in quanto non è l’espressione della volontà popolare. Il centro destra va battuto nelle urne. E va battuto perché è inaccettabile che gente che non è nemmeno in grado di consegnare la documentazione necessaria per concorrere alle elezioni possa aspirare al governo della cosa pubblica. In un paese normale tale incompetenza verrebbe punita dall’elettorato. In un paese normale. Quello che mi colpisce (anche se in verità c’ho fatto il callo) è che il decreto, la cosiddetta leggina, non è stato fatto per sanare gli errori di compilazione o di consegna delle firme bensì contro (sbarrate voi quella più consona, si possono sbarrare più di una):

  • l’eccesso di rigore burocratico,
  • le maniere violente dei radicali,
  • il complotto interno/esterno al centro destra,
  • l’accanimento dei giudici talebani.

Questa maggioranza non sarà mai in grado di dire: abbiamo fatto una minchiata, aspettate qualche minuto che mettiamo le cose a posto. Piuttosto ha il comportamento di quei bambini odiosi che pur di non perdere cambiano le regole del gioco a metà partita, oppure se ne vanno con il pallone. Un gran bel role model.

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