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La sua morte non ci deve assolutamente stupire. Quello che ci stupisce è che sia sopravvissuto tanto a lungo. Era uno stupido abituale, conosciuto ai servizi sociali, era una tragedia che aspettava di compiersi. Ieri sera, dopo essersi tappato le narici con due tappi di polistirolo e infilato in uno sgabbuzzino, l’onorevole ha tentato di ingurgitare, senza masticare, 23 salsicce preparate dal suo macellaio di fiducia. Secondo i suoi collaboratori le sue ultime parole prima di rinchiudersi nel ripostiglio sono state: “sulzezza zala bouna e fina.”

 

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Su spunto di GiaT sono tornato a vedere il referendum sulla legge proporzionale del 1993. E ho scoperto cose importanti. Soprattutto riguardo al rispetto che l’istituto referendario gode presso i nostri legislatori. Il 18 e 19 aprile si tennero 8 quesiti referendari che furono: sulle norme che regolano i controlli ambientali; depenalizzazione dell’uso personale di stupefacenti; abolizione del finanziamento dei partiti politici; abrogazione delle norme di nomina dei vertici delle casse di risparmio; abolizione della partecipazioni statali; abrogazione delle leggi elettorali per il Senato; abolizione del Ministero dell’ Agricoltura e Foreste; abolizione del Ministero del Turismo e Spettacolo. Intendevo scrivere un post per riflettere solo sul referendum elettorale ma non posso fare a meno di notare come ci si sia allegramente fottuto dell’esito di alcuni degli altri referendum. In tutti i casi vinsero i Sì ma adesso, nel 2009, possiamo vedere come l’abrogazione delle pene per l’uso personale di droghe debba scontrarsi con la Giovanardi-Fini, il finanziamento dei partiti politici esiste ancora, mentre il ministero dell’agricoltura è diventato quello delle politiche agricole, e il ministero del turismo è stato appena reintrodotto per la Brambilla. Tutto mentre in sotto fondo si sentiva gridare: Potere al Popolo