Águas de Março

4 maggio 2010

They Call it Bossa Nova

4 maggio 2010

We’re All Gonna Die

4 maggio 2010

http://www.simonhoegsberg.com/we_are_all_gonna_die/slider.html

70 million

20 aprile 2010

Miller’s Crake

12 aprile 2010

Le riforme

11 aprile 2010

Ci sono paesi dove basta promettere le riforme… Leggi il seguito di questo post »

L’anello mancante

9 aprile 2010

Marcello Veneziani

Segnalo un fondamentale articolo di Marcello Veneziani apparso sul Giornale di oggi [linkato qua]. Pare che anche in Italia dovremo subire l’offensiva scatenata negli Stati Uniti, soprattutto nei suoi stati meridionali, per minare l’evoluzionismo. Il bello dell’articolo è che ricorre al classico schemino degli interventi di Veneziani, ovvero il rovesciare addosso all’avversario la colpa della tesi che si vuole difendere. In questo caso accusa chi propugna la “teoria” dell’evoluzionismo di essere un fondamentalista che non accetta che ci siano altre spiegazioni allo sviluppo della vita. Perché essendo l’evoluzionismo solo una delle possibili teorie è giusto che abbia la stessa sua validità anche il creazionismo e il disegno intelligente, perché questo è quanto si fa tra persone civili e democratiche. Ammettendo la propria ignoranza in fatto di teorie scientifiche, Marcello Veneziani ci dice che si asterrà (bontà sua) “rigorosamente dal violento diverbio tra gli scienziati che sta riducendo la cultura a una disputa tra macachi, bertucce e babbuini.” Se avessi accesso diretto al esimio Veneziani gli chiederei di procurarmi anche una sola pubblicazione scientifica sottoposta a peer-review che  suffraghi le voci di un violento diverbio fra scienziati. Dall’interessante articolo di Michael Zimmerman apparso oggi sull’Huffington Post [vedi qua] risulta che la comunità scientifica sottopone la teoria evoluzionista ogni anno a migliaia di revisioni, estensioni e raffinamenti ma nessuno di questi la contesta. Dove sono gli scienziati che contestano, sono fra i nomi che cita Marcello Veneziani? No, perché Roberto de Mattei è uno storico e Matteo Piatelli Palmarini e Jerry Fodor sono filosofi.

E’ legittimo credere a spiegazioni diverse da quelle scientifiche, se vuoi credere che la terra è piatta, prego accomodati. E’ disonesto sostenere che siano posizioni sostenute da una parte perseguitata della comunità scientifica. Suppongo, però, che a forza di lavorare per un tizio che ringhia e minaccia rabbiosamente, pur predicando l’amore, che dice di fare, ma ci chiediamo: cosa?, che ha abbassato le tasse, le quali hanno avuto il cattivo gusto di aumentare, che non c’è la crisi, ovvero c’è ma l’Italia ne è immune, c’era ma ne siamo già fuori… Insomma ci vuole uno sforzo di fantasia (o di fede) per stare dietro a un padrone del genere, è chiaro che il confine tra il reale e l’irreale sfumi sempre di più fino a doversi ergere a baluardo della moralità insieme con quei poveri preti perseguitati.

The mind boggles.

Milano è anche bella

6 aprile 2010

Mercoledì scorso ho visitato Milano, più per vedere la mostra di Egon Schiele (ah, Egon Schiele!), che per la città. Ma mercoledì era anche una giornata degli stupendi cieli azzurri, di quelli che ti maledici per avere scordato la fotocamera a casa. Così, invece di mostrare uno scorcio di piazza del Carmine scattato con la mia mente e che non si può downloadare, devo mettere un autoritratto di Schiele (ah, Egon Schiele!). Questo per dire che la mostra a Palazzo Reale, Schiele e il suo tempo,  vale la pena di essere visitata. Così come vale la pena andare a mangiare da Dongiò. E non sono nemmeno da disprezzare tutta una serie di locali che hanno la compiacenza di servire bevande ristorative, compresa una incongruente pinta di Forst sorbita in un pub irlandese.

Tonidalla. Documento n.1

30 marzo 2010

Il 36.4% degli aventi diritto al voto non ha votato, ciò significa che, se fosse un partito, sarebbe di una maggioranza quasi dittatoriale (da meditare).
Qualcuno ha detto “Se il voto cambiasse qualcosa… sarebbe illegale”.
Posso dirla tutta? Denuncerei i giornali che oggi titolano “La lista Grillo toglie voti alla sinistra” (Repubblica, Corriere), anzi, da buon dittatore con la maggioranza dalla mia parte, li farei chiudere, per la libertà non di stampa, ma per il rispetto della libertà di pensiero e di scelta…Questa è la logica malata del nostro Paese malato: chi ha votato Grillo ha votato Grillo, punto e basta. Quel titolo, in verità, vorrebbe dire “La lista Grillo regala voti a Berlusconi”, ovvero una menzogna, una menzogna irrispettosa che vuole il Paese sempre sull’orlo di un potenziale scontro civile, perché gli italiani tra loro non si amano, e che principalmente, per assurdo, mette in contrasto elementi di una stessa fazione.
Valutare i risultati delle elezioni per sottrazione e non per merito è un altro sgradevole effetto della attuale legge elettorale, che vede i piccoli privare di voti utili i due grandi partiti di centro[1]. A nessuno salta in mente che, se si comprano pomodori dal fruttivendolo, è perché si ha voglia di mangiare quei pomodori e non perché non si ha voglia di mangiare piselli? Dove nasce questa logica della considerazione per sottrazione? Dal sistema elettorale vigente: col maggioritario ci siamo spinti a ragionare come gli americani pur vivendo la diversa realtà italiana, quindi a dover scegliere tra due poli e, in tal ottica, è ovvio che ciò che non va a uno va all’altro, quindi ciò che va a uno è sottratto all’altro.
Gli italiani fino agli anni ’80 del secolo scorso (la legge sul cambio elettorale è del 1993) ragionavano diversamente, più da italiani: chi votava PSDI non toglieva voti al PSI, e viceversa, perché ogni lista (ogni sfaccettatura del complesso pensiero politico italiano) correva per i fatti propri, fuori dalla perversione delle coalizioni che si instaura nel nostro Paese a partire, appunto, dal 1994 (“Fino ad allora, l’aggregazione di liste tra loro differenti avveniva dopo le elezioni: si trattava di coalizioni elettorali, ossia indispensabili per la costituzione dei vari esecutivi(…)”[2].
Per finire, ognuno si assuma la responsabilità delle proprie scelte (a partire da chi ha deciso di appoggiare il partito di maggioranza, quello dei non votanti) rispettando quelle altrui, e si esca una buona volta dalla perversità del denigrare gli sbagli altrui, convinti di fare il meglio nello scegliere il meno peggio e così dormire sonni tranquilli e consolatori.
L’Italia non ha bisogno di oscillare tra due delusioni, lasciamo all’America tale sistema (è un altro mondo, il quale vive perfettamente il suo equilibrio in queste modalità); l’Italia ha bisogno di sentire, scaldarsi, ragionare e arrovellarsi con le parole per continuare a vivere la sua libertà europea e mediterranea.

Tonidalla


[1] – La giovane America ha bisogno, forse, di questo per la sua democrazia, non l’Italia che è appesa nella stratificata e sfaccettata Europa e immersa nelle correnti del Mediterraneo; tant’è che ogni elezione da vent’anni a questa parte non porta alcuna sorpresa né variabile, fino a poter parlare dell’inutilità delle stesse, bilanciate ludicamente tra due colori (rosso e blu) di un’unica bandiera di centro, tanto da divertire i cittadini una serata all’anno frementi come bambini di fronte al regalo impacchettato che hanno chiesto loro a Babbo Natale.

[2] – Citazione dalla voce “Coalizioni politiche italiane” su Wikipedia.it

Redemption Day

16 marzo 2010