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Notizie

27 giugno 2009

pagethree

Il GR3 delle 16:45 mi ha appena informato, come prima e principale notizia, che Michael Jackson non è morto d’infarto, secondo Fox News, che riporta notizie di The Sun… Le tue fonti sono Fox News che riporta una notizia di The Sun?!

A onor del vero, verificando sul sito di The Sun, l’articolo in questione asserisce che è morto d’infarto.

Vale la pena spendere due parole sullo stato del giornalismo al giorno d’oggi?

L’ultima bocciata

25 giugno 2009

thelastpoolgame

Questa l’ho trovata QUA.

I Scream

24 giugno 2009

Partendo da uno spunto di GiaT volevo tornare a quel referendum elettorale del 1993. Intanto per notare come anche in questo caso lo spirito del referendum fu stravolto. I Sì che vennero dati in quella occasione (82,7%) abrogavano delle norme in maniera tale da rendere il Senato della Repubblica eleggibile in maniera maggioritaria. Subentrò quindi la Mattarellum per regolare le elezioni sia della Camera che del Senato con una formula mista di maggioritario/proporzionale. La legge Calderoli licenziata in fretta e furia per le elezioni del 2006 invece andava in controtendenza rispetto al risultato del referendum del 1993 in quanto istituiva una super-proporzionale con premio di maggioranza. In linea con quanto scritto nel precedente post [pre-post(?!)] anche questo referendum fu bellamente ignorato.

Nel 1993 fui uno di quel 17,3% che votò No, in difesa del sistema proporzionale. In un momento di rara lungimiranza politica pronosticai all’epoca la scomparsa della politica a favore del mito della persona politica (voto all’aurea e non alla competenza), la corsa alla conquista del centro, le creazione dei raggruppamenti in funzione elettorale.

Devo ammettere che dei miei pronostici fatti all’inizio degli anni novanta un altro si è avverato: un presidente non bianco degli Stati Uniti d’America. Anche se, a dire il vero, lo avevo previsto a capo di una repubblica socialista degli stati uniti d’America (bwin me lo avrebbero pagato lo stesso…?).

Su spunto di GiaT sono tornato a vedere il referendum sulla legge proporzionale del 1993. E ho scoperto cose importanti. Soprattutto riguardo al rispetto che l’istituto referendario gode presso i nostri legislatori. Il 18 e 19 aprile si tennero 8 quesiti referendari che furono: sulle norme che regolano i controlli ambientali; depenalizzazione dell’uso personale di stupefacenti; abolizione del finanziamento dei partiti politici; abrogazione delle norme di nomina dei vertici delle casse di risparmio; abolizione della partecipazioni statali; abrogazione delle leggi elettorali per il Senato; abolizione del Ministero dell’ Agricoltura e Foreste; abolizione del Ministero del Turismo e Spettacolo. Intendevo scrivere un post per riflettere solo sul referendum elettorale ma non posso fare a meno di notare come ci si sia allegramente fottuto dell’esito di alcuni degli altri referendum. In tutti i casi vinsero i Sì ma adesso, nel 2009, possiamo vedere come l’abrogazione delle pene per l’uso personale di droghe debba scontrarsi con la Giovanardi-Fini, il finanziamento dei partiti politici esiste ancora, mentre il ministero dell’agricoltura è diventato quello delle politiche agricole, e il ministero del turismo è stato appena reintrodotto per la Brambilla. Tutto mentre in sotto fondo si sentiva gridare: Potere al Popolo

Sì?

19 giugno 2009

Che con un referendum si possa peggiorare una pessima legge è il colmo. Questo però sarebbe il risultato se dovessero vincere i sì in due delle consultazioni di questo fine settimana. Il fatto di attribuire il premio di maggioranza al partito di maggioranza relativa è palesemente fuori da qualsiasi logica democratica. In un sistema come quello italiano potrebbe tranquillamente voler dire che un partito con poco più del trenta percento del suffragio sarà partito di maggioranza assoluta in parlamento. Ciò non ostante io andrò a votare e voterò Sì ai tre quesiti. E se mentre sull’ultimo quesito – quello dell’impossibilità di candidarsi in più collegi elettorali – è facile capire il perché votare Sì, sugli altri due vorrei spendere una parola. Quanto esposto sopra rende ovvio che penso che sia una sciocchezza unica attribuire il premio elettorale al primo partito, anzi ritengo un premio elettorale contrario allo spirito di una qualsiasi elezione. Ma, penso, che il premio elettorale dato a un partito con, poniamo, il 34% del voto lo mette in una situazione insostenibile. Potrebbe un partito seriamente pensare di governare in queste condizioni? Avrebbe sicuramente almeno la camera dalla sua – il Senato non è garantito – ma il paese reale? La Società civile accetterebbe? Non si svilupperebbe la volontà popolare di cambiare il sistema elettorale? Chiaramente questo avverrebbe attraverso l’istituto del referendum (essendo il parlamento in mano a un partito refrattario ad un cambiamento del sistema elettorale), e questo referendum sarebbe convocabile da partiti che rappresentano la maggioranza dell’elettorato, quindi con un’elevata possibilità di superare il quorum. Abrogando questa legge elettorale si dovrebbe tornare alla situazione pre-porcata, per adoperare la fine allocuzione del ministro (sic, mi stupisco ancora) Calderoli. Anzi, perché non raccogliere le firme per tornare alla situazione anteriore ancora e abrogare la Mattarellum, per tornare a quella proporzionale che poi tanto diabolica non era? Certo, se la Società non fosse in grado di reagire a una così palese situazione antidemocratica  forse sarebbe il caso di fare alcune domande sull’Italia, soprattutto se guardiamo a un paese come l’Iran dove centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per rivendicare la correttezza del risultato elettorale. Ma forse siamo vicini all’Iran solo nell’indice alfabetico di un atlante.

Addio Ivan Della Mea

14 giugno 2009

Gioia e rivoluzione

13 giugno 2009

Gioia e rivoluzione

Canto per te che mi vieni a sentire
suono per te che non mi vuoi capire
rido per te che non sai sognare
suono per te che non mi vuoi capire
nei tuoi occhi c’è una luce
che riscalda la mia mente
con il suono delle dita
si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare
il mio mitra è un contrabbasso
che ti spara sulla faccia
che ti spara sulla faccia
ciò che penso della vita
con il suono delle dita si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade
della gente che sa amare

Questa canzone è stata la mia introduzione agli AreA. Era la sigla d’apertura della trasmissione Pulsione di morte, programma radiofonico del gruppo/antigruppo omonimo di cui ero membro/antimembro nella Bologna all’inizio degli anni novanta (diobbono, il secolo scorso!)

Luglio, agosto, settembre (nero), gli Area

Giocare col mondo facendolo a pezzi
bambini che il sole ha ridotto già vecchi

Non è colpa mia se la tua realtà
mi costringe a fare guerra all’omertà.
Forse un dì sapremo quello che vuol dire
affogare nel sangue con l’umanità.

Gente scolorata quasi tutta uguale
la mia rabbia legge sopra i quotidiani.
Legge nella storia tutto il mio dolore
canta la mia gente che non vuol morire.

Quando guardi il mondo senza aver problemi
cerca nelle cose l’essenzialità
Non è colpa mia se la tua realtà
mi costringe a fare guerra all’umanità.